I contratti di locazione per immobili commerciali firmati prima della diffusione del virus non potevano prevedere ovviamente l’insorgere di una situazione così straordinaria. Le difficoltà sopraggiunte per diverse attività commerciali dovute a periodi di chiusura e ad un generale rallentamento dell’economia globale, hanno fatto diventare i canoni spesso troppo onerosi.
Per evitare una esponenziale rescissione da parte dei locatari, che porterebbe a un grave danno economico per il mercato degli immobili commerciali in affitto, è intervenuta la Corte di Cassazione. Essa ha annunciato che le locazioni commerciali i cui canoni oggi risultano essere sproporzionati a seguito dell’emergenza sanitaria, possono essere rinegoziate. Ciò può avvenire anche a seguito del rifiuto del proprietario dell’immobile commerciale, grazie all’intervento di un giudice.
Questa pratica si appella al principio dell’eccessiva onerosità insorta a seguito del mutamento delle condizioni economiche e sociali che stiamo vivendo. Il locatario può ricorrere a questo principio solo nel caso in cui l’emergenza abbia reso impossibile lo svolgimento delle proprie prestazioni. La Cassazione invita in tal caso alla conservazione del contratto, ma alla revisione dei suoi termini.






